giovedì 2 agosto 2012

What boils in the pot.


Certe volte penso che nella pulsione a provare cose nuove sia insita la ricerca della morte. Spiegherebbe molte cose.
Come un cartografo che cerca, con una strumentazione primitiva, di disegnare i confini di una palude nebbiosa.
Piena di alligatori.
Invisibili.
Esplosivi.

Ma come diceva il vecchio adagio:

Ma se non lo provi, 
non lo saprai mai.
E se poi lo provi, 
lo riproverai.

P.S. Non è un vecchio adagio.


11 commenti:

Gigi Cave ha detto...

non ciò capito gnènte dell'esploratore e del vecchio adagio, ma quelle vignette sono splendide sia in BN che a colori.

Zumbi ha detto...

Se non le hai capite, vuol dire che le hai capite, Gigisan.
-vento tra le canne di bambù-

federico ha detto...

L'Invidia.

Zumbi ha detto...

mavavavavavavùm!

Matteo Simonacci ha detto...

Veramente una figata Lorenzo! Ma l'inchiostrazione è digitale?
Comunque bravissimo... proprio fico 'sto stile nuovo :)

Zumbi ha detto...

Ciao Mattè!
Gracias!
Allora, inchiostro a linea chiara "analogicamente", e poi alcune campiture le aggiungo con la macchina del compiuters. Però non lo so, per adesso ho fatto solo un paio di pagine, magari col tempo cambio modalità..!

Isa ha detto...

ohhhh!!!!!!

è lo stesso progetto della bimba con le trecce vero? Che bello, bello bello!!!!!!

Matteo Simonacci ha detto...

Bravo Lore'... comunque l'effetto finale é una figata! ;)

Alessio Avallone ha detto...

Ciao, Lore!! ma sei passato alle tinte piatte come stile di coloreazione o dipende dalla storia?

Zumbi ha detto...

No, più che altro sperimento. Colorare a tinte piatte obbliga a studiarsi meglio il disegno e a lavorare di più con la china, che è mooolto divertente :)

Riccardo Torti ha detto...

Si ok, quando esce/posso averlo/comprarlo/rubarlo?